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Pagina 4 di 16 Prevenzione e capacità di reazione Non avendo mai fatto arti marziali, ed essendo sempre stata poco interessata all’argomento, l'idea di frequentare un corso di difesa personale mi lasciava un po’ perplessa; diciamo la verità: mi sono lasciata convincere ad iscrivermi. Non sono una sprovveduta e so perfettamente che a chiunque possa capitare di subire un’aggressione, ma non mi ero mai posta il problema di come avrei reagito io in una tale situazione. Inizialmente mi sono sentita dire cose che consideravo ovvie: evitare di girare per strade, che notoriamente sono mal frequentate, al buio, da sola...mi pareva quasi di sentirmi dire di non parlare agli sconosciuti. Mi sono poi ricreduta: subire un’aggressione, per quanto simulata, è tutt’altra cosa. Nel momento in cui l’istruttore si mette le protezioni tutto cambia, le compagne di corso scompaiono, l’angelo (il co-istruttore) che ti sta sempre accanto per suggerirti cosa fare “scompare” (dalla tua attenzione) dopo i primi due minuti. Ci sei solo tu e l’aggressore. La scarica di adrenalina che ti dà lo scontro è fortissima, quando torni a sederti ti tremano le ginocchia e inizi a capire. Inizi a capire quanto sia importante la prevenzione e la capacità di reazione. Ritengo che questo corso sia veramente efficace, l’istruttore è stato bravissimo nello spiegare le tecniche da utilizzare, poche, semplici e facili da ricordare, senza perdersi in eccessivi tecnicismi. Martina Corso Difesa Donna diretto dall'Istruttore Giovanni Battista Adorna, Sassari Essenziale, semplice, diretto! Ho deciso di partecipare a questo corso perché parto dal presupposto che una donna debba assumere l'atteggiamento mentale di avere il diritto di proteggere se stessa. Appena concluso ho voluto mettere nero su bianco le mie impressioni a caldo. La prima cosa che mi ha colpito riguarda il giusto valore che il corso attribuisce, sia alle tecniche che alla preparazione mentale. La finalità di un corso di autodifesa è spesso unicamente rivolta a fornire delle informazioni di carattere tecnico che sicuramente necessitano di molta pratica e di ulteriori corsi integrativi (lo dico con cognizione di causa avendo partecipato ad un corso di difesa personale Krav-Maga, della durata di 2 mesi); questo invece ha da subito dimostrato il grosso merito di presentare ciò che risulta essenziale e di facile applicazione, infatti ci si appresta a capire in che modo inizino le aggressioni e quindi a pianificare una strategia per evitarli, prevedendo una soluzione debitamente efficace in situazioni reali di offesa o di minaccia. Un sistema di autodifesa serve se è semplice e diretto fornendo risposte rapide, essenziali e proporzionati all'offesa. Questo corso ha presentato un piano realistico, fatto di poche tecniche, basandosi su esigenze e abilità individuali. Ho avuto modo di constatare una volta di più che la vera forza che porta a reagire è la forza mentale, ciò che poi permette l'utilizzo della forza fisica. Se riusciamo a trasformare la nostra paura in energia positiva, possiamo reagire istantaneamente ed efficacemente, invece di restare immobilizzati, non del tutto consapevoli che quello che sta accadendo accada proprio a noi! Acquisire una maggiore consapevolezza di sé ed imparare a ricercare e perseguire la propria sicurezza, questa è stata la prima cosa che garantisce il corso Difesa Donna. L’arma più efficace resta sempre il cervello: se si impara ad allenarlo per reagire alle situazioni di pericolo, quando l’occasione lo richiederà, ci premetterà di mantenere la calma necessaria per intervenire in maniera adeguata ed efficace. Imparare a reagire sotto pressione, simulando attacchi improvvisi e favorire la spontaneità delle tecniche….cosa difficile da assimilare, però indispensabile e forse per questo l’istruttore ha incentivato le nostre reazioni di lotta anche quando queste non corrispondevano esattamente alle tecniche apprese. Ho trovato molto importante il lavoro sulla prevenzione, ovvero l'osservazione e il controllo ambientale, la valutazione delle situazioni di rischio, rivolgere l’attenzione ai segnali che spesso la donna sottovaluta, così come sottovaluta la prima arma di difesa: la voce! La VOCE! Non pensavo che “parlare” in una situazione di pericolo potesse avere un tale potere deterrente! Poche parole chiare, concise e con tono determinato, ti permettono di mantenere la distanza dalla situazione di pericolo, di attirare l’attenzione di eventuali presenti e di scoraggiare l’aggressore che invece di trovarsi innanzi a una vittima, ha davanti a sé una protagonista attiva. L’aggressore non è più protagonista assoluto di quello che accade e la donna non è vittima passiva alla mercé degli eventi. Seconda cosa importante che il corso mette in rilievo è la capacità “naturale” che la donna ha per difendersi dalle aggressioni. So che questo termine può sembrare improprio ma è quello che ho sentito sul mio corpo. Ho avuto l’impressione che le tecniche proposte avessero la particolarità di partire da questo presupposto: acquisire conoscenze e metodiche inusuali per aumentare le attitudini autoprotettive di ognuno. Un lavoro impostato sulla reazione istintiva delle donne, soprattutto nella parte dedicata al lavoro a terra. Questo senza niente togliere al carattere specifico di ciascuna tecnica presentata, che si avvale sicuramente di una “scientificità” propria delle diverse discipline a cui il corso s’inspira. L’istruttore si è mostrato fin dall’inizio molto competente, sia nell’aspetto tecnico che psicologico. E’ riuscito infatti ad esprimere quell’empatia che è alla base di qualsiasi tipo di apprendimento, nonché una buona predisposizione all’insegnamento, utilizzando un linguaggio semplice e diretto che, unito agli esempi pratici, ha reso il corso immediatamente fruibile fin dai primi momenti. Dopo aver impartito la necessaria preparazione di base, averci invitato a giudicare in maniera obiettiva la situazione di lavoro (data dalla somma della situazione di reale pericolo e dalle condizioni di ciascuna donna) lavorando sulle potenzialità di ognuna di noi, l’ istruttore ha simulato diverse scene di molestia e abuso. Ci è stato insegnato a fare rapide valutazioni (se lottando si peggiora la situazione, “fingere di essere consenzienti” per attendere il momento opportuno e riprendere la lotta). In tal caso si ha bisogno di poche ma efficaci tecniche per respingere un attacco, tecniche che il corso in 2 giornate di allenamento è in grado di fornire con estrema efficacia. A conclusione mi è sembrato “quasi magico” constatare la fruibilità di quanto appreso e vedere come ognuna delle partecipanti (in misura soggettiva) sia riuscita a reagire in maniera positiva, contrastando il molestatore e colpendo “con potenza” e in modo efficace, così da garantirsi il necessario allontanamento. ll corso oltre ai punti di forza sopra elencati ha le proprietà di: • permettere di conoscere qualità personali che si pensa di non possedere • sviluppare le potenzialità fisiche ed emozionali • migliorare le capacità di osservazione e valutazione • migliorare l’autostima • prendere confidenza con se stessi • riuscire ad agire in situazione di stress • superamento dello stato mentale secondo cui la donna aggredita è sempre vittima perché "debole". Antonella Spensatello Corso Difesa Donna diretto dall'Istruttore Giovanni Battista Adorna, Sassari
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