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Ad un uomo non capita mai di camminare per strada ed avere paura di una donna. Per una donna invece, ogni uomo che incontra può essere un potenziale aggressore.

 
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Testimonianze
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“Libere di scegliere”

La scelta di frequentare questo corso di difesa personale, nasce dal rifiuto di essere vittima, ricercando la consapevolezza necessaria per riconoscere e accogliere anche ciò che di brutto può capitare intorno a noi e capire che tutte le donne hanno il diritto e il dovere di difendersi da una possibile aggressione e da ogni tipo di violenza. L’importante è non dubitare mai della nostra forza fisica e psichica. Personalmente penso che questa sia la cosa più difficile. E’ importante capire che siamo “libere di scegliere” anche se molte volte le donne sono messe in condizione che non possono decidere della propria vita, ecco l’importanza di sapere l’esistenza dei vari centri, che aiutano le donne a uscire dalla violenza, così come la sensibilizzazione diventa uno strumento efficace per combatterla. Il mio percorso di rinascita, inizia nel 2007, quando ho deciso di iniziare un processo terapeutico per diventare una donna che ama abbastanza se stessa da non volere più soffrire, per aver amato troppo una persona da soffrirne. Mi sono così rivolta a una Cooperativa Sociale Cerchi d’Acqua O.N.L.U.S, che mi ha aiutato a ritrovare la mia strada. Il primo passo, che poi è il più difficile da mettere in pratica, è imparare a dire ciò che si sente veramente, anche se a volte può costare fatica e sofferenza, soprattutto se si è abituati, a essere troppo accondiscendenti, facendoti peso di responsabilità che non sono tue. Imparare a dire No, diventa un esercizio quotidiano, a volte ci si riesce altre volte meno, ma l’importante è crederci, volersi bene non vuol dire essere egoisti, ma imparare a farci rispettare, ma per pretendere il rispetto dagli altri dobbiamo prima farlo noi. E’ il primo dovere che ognuna di noi ha verso se stessa. In passato mi è capitato di accettare una situazione sentimentale che ha messo a repentaglio il mio benessere emotivo e la mia sicurezza. Ho calpestato e annullato me stessa accettando una situazione che non condividevo pienamente, per paura di essere abbandonata, per paura ad accettare la mia malattia: necrosi alla testa femorale, paura di sottopormi all’intervento e infine per riuscire ad avere finalmente accanto il mio compagno e controllare la situazione, perché faceva uso di cocaina. In quel periodo avevo la presunzione di riuscire a dominare tutto, mentre in realtà si avvicinava il giorno della disfatta. Sono diventata lo zerbino del mio compagno, la sua complice, e la droga, che come sappiamo non risparmia nessuno aveva preso il sopravvento. Spesse volte mi sono trovata a fronteggiare situazioni spiacevoli, ma ero sempre pronta a trovare una giustificazione per ogni cosa. Con il passare del tempo la situazione è diventata insopportabile e nel momento in cui ho iniziato a non volere più accettare questa condizione, perché mi rendevo conto che, era un rapporto malato, sia per me che per lui, si è innescata la violenza. Fino a quando non l’ho mandato via di casa, denunciandolo più volte, anche perché aveva iniziato a perseguitarmi, allora (anno 2006) lo stalking non era ancora considerato reato. Questa cosa mi ha segnato profondamente ed è proprio da qui che è iniziata la mia rinascita, trovando il coraggio di ricominciare e andare avanti, quindi la decisione di farmi operare, riscoprendo finalmente la gioia di vivere e di essere Donna. Sono tre anni che mi sto prendendo cura di me; è un lavoro che richiede tempo e pazienza, ma siamo noi i responsabili della nostra vita e spetta solo a noi decidere che tipo di persone diventare. Spero che la mia esperienza possa essere di aiuto, il mio pensiero è rivolto a tutte quelle donne che si trovano ancora in difficoltà e a quelle che stanno combattendo per la libertà e per la vita.

Raffaela
Corso Difsa Donna Bono Academy Asd, Sesto San Giovanni (MI)



 
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